La distillazione di bevande alcoliche è una pratica antichissima, risalente al VII-VI secolo a.C. e tramandata nei secoli dai mastri distillatori. Aprire una distilleria oggi significa puntare su un prodotto artigianale e di qualità, capace di distinguersi dai grandi brand di mercato.
In sintesi: una distilleria è un impianto autorizzato che trasforma materie prime fermentate in distillati — come grappa, gin, vodka, whisky, brandy o rum — attraverso la distillazione, e per aprirla in Italia servono partita IVA, licenza di esercizio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, SCIA, certificazione HACCP e attrezzature idonee.
La distillazione è un’arte che chiunque può apprendere, con la giusta formazione, per diventare un eccellente mastro distillatore pronto ad avviare la propria attività. Vediamo insieme come fare.

Cos’è una distilleria e come funziona la distillazione
Una distilleria è lo stabilimento in cui si producono bevande alcoliche distillate. La distillazione è il processo chimico-fisico con cui due o più sostanze vengono separate: il liquido fermentato viene riscaldato, l’alcol evapora a una temperatura inferiore rispetto all’acqua e, attraverso la condensazione, si recupera allo stato liquido a una concentrazione più elevata. Tutto avviene nella colonna di distillazione, cuore dell’impianto.
Come aprire una distilleria
Quali sono le sfide e come aprire una distilleria ai giorni nostri? Servono alcuni requisiti burocratici e un laboratorio con attrezzature specifiche. L’iter burocratico segue, passo dopo passo, questa procedura:
- Apertura della partita IVA, presentando la domanda all’Agenzia delle Entrate.
- Adempimenti in Camera di commercio: iscrizione, vidimazione dei registri, deposito del logo e messa in servizio delle bilance.
- Certificazione HACCP, indispensabile per chi opera nel settore alimentare, ottenibile tramite un corso di formazione specifico.
- Licenza di esercizio per la produzione di alcolici (storicamente “licenza UTF”), rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM): autorizza la distillazione di prodotti soggetti ad accisa.
- SCIA, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività da presentare al Comune (tramite SUAP) per avviare l’attività.
Aggiornamento normativo: dal 1° gennaio 2026, con il D.Lgs. 43/2025, la licenza fiscale è stata abolita per la sola vendita al dettaglio e somministrazione di alcolici. Chi invece produce e trasforma alcole soggetto ad accisa — come una distilleria — resta obbligato alla denuncia e alla licenza di esercizio presso l’ADM. Trattandosi di normativa in evoluzione, conviene verificare sempre il portale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e il SUAP competente.
Per quanto riguarda le attrezzature di base da avere in laboratorio, ricordiamo:
- Distillatore
- Alambicco
- Caldaia (cucurbita)
- Termometro
- Sorgente di calore
- Imbottigliatrice e tappatrice
- Sistemi di filtrazione
Aprire una distilleria: quali sono i costi
Avviare un’attività di distillazione richiede un investimento iniziale. I costi non sono univoci, ma variabili, e dipendono soprattutto da:
- tipologia di locale da affittare o acquistare (con eventuali lavori di adeguamento se non a norma per l’attrezzatura);
- acquisto della colonna di distillazione e delle attrezzature;
- investimenti in marketing e comunicazione.
Per orientare il budget, ecco le cifre indicative più ricorrenti tra le stime di settore nel 2026:
|
Voce di spesa |
Range indicativo (stime di settore 2026) |
|
Impianto base per micro-distilleria (chiavi in mano) |
60.000 – 120.000 € |
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Alambicco professionale di media capacità |
25.000 – 60.000 € |
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Fermentatori / serbatoi di stoccaggio (cad.) |
3.000 – 10.000 € |
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Licenze, SCIA, pratiche e consulenze |
8.000 – 20.000 € |
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Distilleria artigianale di medie dimensioni (totale) |
250.000 – 500.000 € |
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Costi operativi mensili (micro-distilleria) |
8.000 – 15.000 €/mese |
In particolare, una micro-distilleria è la via d’accesso più sostenibile: con un impianto compatto e una produzione contenuta, il budget di partenza si colloca tipicamente tra 60.000 e 120.000 euro, contro i 250.000 euro e oltre necessari per una struttura artigianale di medie dimensioni in area urbana.
I costi, dunque, sono molteplici e variabili e dipendono dalla strategia scelta: affidarsi a esperti (commercialista, consulenti accise, marketing) aggiunge spese ma riduce errori e tempi. Vale sempre la pena richiedere un preventivo prima di mettersi al lavoro.
Requisiti e cosa serve per aprire una distilleria in Italia
In Italia la procedura segue un iter simile a quello delle altre aziende del settore agroalimentare. In sintesi, ecco i requisiti e cosa serve per aprire una distilleria in Italia:
- Attrezzatura e locale idoneo: una colonna di distillazione e locali a norma, con le caratteristiche catastali e sanitarie richieste.
- Apertura della partita IVA e iscrizione in Camera di commercio.
- Autorizzazioni: SCIA, certificazione HACCP e licenza di esercizio ADM per la produzione di alcolici.

Domande frequenti (FAQ)
Quanto costa aprire una distilleria?
Dipende dalle dimensioni: per una micro-distilleria il budget di partenza è tipicamente di 60.000-120.000 euro, mentre una distilleria artigianale di medie dimensioni può richiedere tra 250.000 e 500.000 euro. Le sole licenze e pratiche incidono per circa 8.000-20.000 euro.
Cosa serve per aprire una distilleria in Italia?
Servono partita IVA, iscrizione in Camera di commercio, certificazione HACCP, licenza di esercizio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per la produzione di alcolici e la presentazione della SCIA al Comune, oltre a locali a norma e attrezzature idonee.
Serve ancora la licenza UTF per produrre distillati?
Sì. Dal 1° gennaio 2026 il D.Lgs. 43/2025 ha abolito la licenza fiscale solo per la vendita al dettaglio e la somministrazione, ma chi produce e trasforma alcole soggetto ad accisa — come una distilleria — deve comunque ottenere la licenza di esercizio presso l’ADM.
Si può distillare alcol in casa? È legale?
No. In Italia la distillazione di alcol per uso alimentare senza licenza e senza il pagamento delle accise non è consentita: serve l’autorizzazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. La distillazione domestica abusiva costituisce un illecito.
Cos’è una micro-distilleria?
È una distilleria di piccole dimensioni, con impianti compatti e produzioni limitate, pensata per distillati artigianali. Richiede gli stessi adempimenti di una distilleria più grande, ma con un investimento iniziale inferiore.
Quali distillati si possono produrre?
Con la distillazione si ottengono prodotti pregiati come grappa, cognac, whisky, brandy, rum, tequila, oltre a vodka e gin. La scelta incide su materie prime, attrezzature e tempi di affinamento.
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